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VENTIQUATTROAPRILEDUEMILASEI

Vi caco in testa
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Utili, inutili, divertenti, deprimenti

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November 12

Diario di Rorschach - 12 ottobre 1985

rorschachCarcassa di cane nel vicolo stamattina. Tracce di pneumatico sullo stomaco squarciato. Questa città ha paura di me. Io ho visto il suo vero volto. Le fogne si estendono nelle strade e le fogne sono piene di sangue e quando un giorno le fogne traboccheranno, i parassiti affogheranno tutti. La lordura accumulata per tutto il sesso e i delitti salirà schiumando fino alla loro cintola e tutte le puttane e i politici leveranno lo sguardo gridando "salvaci!"... e io dall'alto gli sussurrerò: "no".
Potevano scegliere. Tutti. Potevano seguire le orme di brave persone come mio padre o il presidente Truman. Uomini decorosi che credevano nel lavoro e in una giusta paga. Invece hanno seguito lo sterco di pervertiti e comunisti, e solo troppo tardi si sono accorti che quella strada conduceva a un precipizio. Non ditemi che non avevano scelta. Ora il mondo intero è sul bordo del baratro. Tutti i progressisti e gli intellettuali e i sapientoni tutt'a un tratto non sanno più cosa dire.
September 08

Track 09

Hanno inaugurato lo spazioporto.
 La folla col fiato corto
 s'incolla all'asfalto come un gatto morto,
guarda fisso lo shuttle,
lucido di smalto bianco
 col naso puntato in alto
accanto alla rampa di lancio.
 Arriva il sindaco
 nel cielo indaco del crepuscolo,
 rosso di lambrusco,
 parla e non si becca un fischio.
 Tutti applaudono quando notano che
 è pronto il varo con una bottiglia gran cuvée Laurent Perrier.
Tutta la ciurma vestita di gala
 si incanala,
 sfila per la strada che pare la prima della Scala.
 Lo spazio non è il suo ramo ma vi si aggrappa come un koala.
Tipi snob che avrei affogato come cioccolato nel marsala,
autorità di Lions e Rotary,
prendono posto nel Discovery,
ma è pagato dallo Stato quel pieno,
 questo è osceno,
non Madame Bovary.
 Sulla Terra è guerra tra poveri,
non c'è posto se ti ricoveri.
Tre, due, uno, contatto, parte lo shuttle con tanto d'autografi.

«Three, two, one…»

Rit: Con uno shuttle stiamo mandando 
cacca nello spazio.
Meglio così, staremo più larghi,
cacca nello spazio.
Extraterrestri è in arrivo
cacca nello spazio.
Voi siete artisti, fate i cerchi nel grano,
noi cacca nello spazio,
cacca nello spazio.

C'è un uomo di mezza età
con la sua metà
che ne ha meno della sua metà;
un amore acerbo,
colto certo
nella disco a Porto Cervo.
Il prelato ha pronto il verbo,
del creato è molto esperto;
dall'abitacolo caccia il diavolo ma ne maneggia lo sterco.
Il giovane cantante rap
 è gia nella fase REM,
sogna lo star system,
video space per la top ten.
Il business man punta su Giove
per le fabbriche nuove:
vuole fare il pieno
 di lavoro alieno
da pagare meno che altrove.
Il generale non ha più il fisico,
 è bianco e tisico,
 avrebbe goduto più col Futurisiko.
Uomini di stampo politico poggiano i loro culi regi
sulle poltrone con i fregi,
i soliti loro privilegi.
 Da lassù la terra pare una boccia
dal peso di un'oncia
ricoperta d'acqua, ma dalla doccia
non cade una goccia.
C'è chi si piglia tutto lo spazio e chi lo piglia in saccoccia,
in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia.
Però sono contento perché …

(Rit.)

Cacca nello spazio. Con uno shuttle stiamo mandando cacca nello spazio. Non intasiamo le fognature, cacca nello spazio. Extraterrestri, cacchi vostri, cacchi nello spazio. Altro che incontri ravvicinati, cacca nello spazio.
July 13

LA ZITA ASCINNUTA

(premere play sul Windows Media Player per ascoltare la canzone)
 
 
Mo vi ja disce nù fatte che va va fa remanè che le canarine seccat
de chedda zite de bare vecchie che se n'ha sciute de nott senza lassà nemmang nu fazzùet
Mò però u' attane che jè u nepote de spareme bitte Pasquale
sù sta a fasce in quatt pe sapè ci è stu frusque che se l'ha scennute!

Cudde disoneste che tenev tutt' organizzate
je è cuggine de Gerolem' u schicchiate
che vennev' apprime le chianidde senza disce nudde
nè a mbà Colett u cetron,
nè a mbà Vetucce 'u pelmon
e nè a Filomen chà vennev' u carbone

Jìnd a chessa case u manecomje che stev non se capiscev la dretta
ce se ne scev da do, ce se ne scev da dà e che nisciun non s'acchiave ma!
Meno male ca stev Petruc' facce m'bronde che aggestav l'mbrille
che aggestò pur stu fatte che chiss 'e quatte parol' esat esat asatte!

Scusi, permette che sono ste cose non sai che è peccato rubare di giorno e di notte le spose? Almeno lo devi comprare il vestito perchè jè peccate c' addor o ce fet, lo devi lavare lo devi asciugare lo devi sposare lo devi buttare, tu non vuè capì jì non teng na lire u lavor non bast ma purtm' a casta cos' ind ma tu non me sind le pighie le purte la spugghie, fasc na cosa qualunqu ce pute!

Si nu disonest ca tenive tutt'oragnizzate
e si u cuggine de Gerolem' u schicchiate
che vennev' apprim le chianidde senza disce nudde,
ne a mbà Colett' u cetrone,
nè a mbà Vetucce u pelmon
e ne a Filomen' che vennev u carbone!

Jind a chessa case u manecomje che stev non se capescev la dretta
cè se ne scev' da dò cè se ne scève da da e che nisciun non s'acchiav ma!
Meno male ca stev Petruc facce m'bronde che aggestav l'mbrille
che aggestò pur sto fate che chisse e quatte parole asatt asatt asatte!

Pigghiele purtele spugghiele lassele fasce na cosa qualunque ce put ma purtele 'a cast!
July 11

Il mostro senza nome

c'era una volta un mostro che non aveva un nome. Il suo maggior desiderio era avere un nome.Allora egli si mise in viaggio alla ricerca di un nome. Ma siccome il mondo è grande il mostro si divise in due, uno andò verso occidente e l'altro verso oriente. Il mostro diretto verso oriente giunse in un villaggio.

M:"la prego signor fabbro mi dia il suo nome"

Fabbro:"il mio nome? un nome non si regala"

M: "se mi darà il suo nome per ringraziarla entrerò nel suo corpo e la renderò più forte"

F: " davvero se tu mi renderai più forte allora ti regalerò il mio nome".

e così il mostro entrò nel corpo dell'altro. e divenne otto il fabro. otto divenne l'uomo più forte del paese ma un giorno

Otto: "guardatemi guardatemi il mostro che c'è in me è diventato grande"

 crunch crunch gnom gnom sgnack sganck glomp.il mostro che aveva tanto fame aveva mangiato otto, tornando ad essere il mostro che era stato.Poi entro nel corpo di Hens il calzolaio ma crunch crunch gnom gnom sgnack sganck glomp ritornò ad essere il mostro senza nome.Dopo entrò nel corpo di Thomans il cacciatore ma crunch crunch gnom gnom sgnack sganck glomp ancora una volta ritornò il mostro senza nome.Allora si disse

"troverò certo un nome il un bel castello"

 Andò da un bimbo che era sdraiato in un letto e gli disse

M:" se mi darai il tuo nome diventerai più forte"

Bambino: "se mi guarirai da questa malattia e mi renderai forte ti darò il mio nome"

 Il mostro entrò nel bambino e questi ritornò in ottima salute.

Il re era pazzo di gioia " il principe è guarito è guarito"   Al mostro il nome del bambino piaceva moltocosì come la vita a castello.

E ogni giorno quando aveva fame si tratteneva finchè ebbe troppa fame.

Bambino:" guardatemi guardatemi il mostro che c'è in me è diventato grande tanto  grande"

Il bambino divorò il sovrano e tutti i suoi consiglieri crunch crunch gnom gnom sgnack sganck glomp. Un giorno il bambino incontrò il mostro partito per l'occidente.

Bambino: " ho trovato un nome molto bello"

allora il mostro andato a occidente disse "io non ho bisogno di un nome si può essere felici anche senza, perche dopotutto noi siamo i mostri senza nome."

 Il bambino mangiò il mostro andato a occidente. e ora,infine,che aveva un nome, non c'era più nessuno per chiamarlo. eppure johan era un così bel nome.

April 17

Sorie is burning

Abito a Carrassi
la sera sto sempre in Via Buccari
davanti al pub di Sergio
per fumarmi gli sbarroni e bere la Peroni
la birra la compro dalla cantina
ogni tanto mi prendo una lattina
mando il barlocco a comprare le birre
esco ogni sera per prendere gli schiaffi
esco ogni sera per fare le risse
il primo che guevara che fa il trimone lo mettiamo in cattura
le spinte sulla serranda
chi ha bussato alla finestra?
Sergio dice sempre: "L'ama f'rnesh uagnù ch'stog' a fad'gà!"
i bidoni sono pieni di Peroni
"Tin' u fum' bbun'?"
Una dieci euro di puzzecca e passa la serata
u fum' sta ddà
L'altra sera due tipi che non erano del quartiere se ne sono andati male
esco la sera per stare con Seby e bere il vino con gli psicofarmaci
l'altra sera Ramona mi ha fatto fare per la prima volta
ci dicono che siamo robbosi ma non hanno capito niente della vita
ci dicono che siamo comunisti ma scopiamo più di voi
esco la sera per fare free style
"Tutt'appost', Dona'? Vid' ca cud'jè'nfamon'!"
Quando sta la fame le noccioline a un euro e trenta oppure la piadina da San Lorenzo
Quando non ci sta una lira andiamo alla pasticceria
gli facciamo il servizio
il cornetto è fatto a mano
e se Benito fa l'infamone gli spacchiamo il tavolino
Vuoi una rosa?
direttamente dal congelatore
Che fine ha fatto Gianni Tranquillo?
Prendiamo una pallina?
Un paio di grammi a metterle fisse (????)
Era meglio che stavamo a casa
Facesti ieri?
Iushk'u'cul'
Non sbagliare a parlare
A ci appartin'?
Mooo, sort' d' cul'!
Non dare gli schiaffi al barlocco
La verità è che non facciamo niente dalla mattina alla sera
Tutto a posto, ciabatta?
Se passa la madama gli fischiamo appresso
A mezzanotte il camion del rimmato
La birra calda
il panzerotto freddo
i pieni di aids
te li fai i cicchetti di sborra?
le storie negative
le storie alternative
le storie pacche
i pischelli a San Lorenzo
il vecchio al balcone che si sente brutto
La ios' è assa'!
andiamo a fare na pisciata?
uagliò vid' tu, a cud' c'ja romb' la cap'
Capacchione mi disse "A ci la ten chiu' gress la mett'in gul a'u'ald'!"
E nonostante tutto ogni sera ci trovi puntuali alle 9
e non lo so perché
non me ne resto a casa
 

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